Poesie > Poesie nuove
Quando si voltò a guardare
i cavalli che correvano
in ordine sparso
provò una fitta come fosse
un dolore giunto in ritardo
un ultimo sguardo dal ponte
o le cose rimaste senza
scorgere il resto
Tentò di spiegare a parole
Perfino ricorse a uno
smarrito gesto per fare per dire
io sapevo e allora
Risposte irritate
albe tirate giù il pennello
a ridipingere le notti
qualunque cancello aperto
e dietro un paesaggio in
evanescenza
Affrontano dolori indicibili
superano ostacoli che non avresti
mai detto usano anche la foglia
per comunicare pur di farsi ascoltare
ma poi rinunciano a leggere
dicendo per me
la poesia è troppo difficle
E fu così che per sempre in fuga
per tutte quelle altre volte
ora, solo ora, ebbe a paura e smarrimento
che non tornasse
Roboante ai cieli e agli usci
aveva partorito un pulcino
pigolante e possessivo
che diventò corda colla
e pietra da affondarsi
al collo