Lino Di Gianni


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Riflessi

Poesie recenti

Alla civetta, tirar fuori la lingua ,
con le mani, ammesso che gli uccelli
abbiano un lingua.
Cavargli il canto, insegnarle il silenzio
indicarle l’albero come
profilo – virtuoso – da prendere
a modello.

E gli occhi, quegli occhi morbidi e rotondi
che annegano il verme nel velluto
e tagliano le ali alle api
in volo
con indolenza, con sonnolenza,
gli occhi glieli riempiremo di
sabbia,
che non veda cosa stiamo facendo
tra pietra, lucertola e cielo.

Metteremo zingari a
sorvegliarla,
che la rapiscano al primo
scintillìo di denti d’oro
al primo muoversi dei piedi
la gonna larga a ventaglio
il pantalone scucito, l’occhio a taglio.

E insegneremo ai bambini
a tenere segreta la vita dello spaventapasseri.

lunedì, febbraio 11, 2008

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"aggiornato il 16 mar 2010" | alp03@email.it

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