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Poesie recenti
Alla civetta, tirar fuori la lingua ,
con le mani, ammesso che gli uccelli
abbiano un lingua.
Cavargli il canto, insegnarle il silenzio
indicarle l’albero come
profilo – virtuoso – da prendere
a modello.
E gli occhi, quegli occhi morbidi e rotondi
che annegano il verme nel velluto
e tagliano le ali alle api
in volo
con indolenza, con sonnolenza,
gli occhi glieli riempiremo di
sabbia,
che non veda cosa stiamo facendo
tra pietra, lucertola e cielo.
Metteremo zingari a
sorvegliarla,
che la rapiscano al primo
scintillìo di denti d’oro
al primo muoversi dei piedi
la gonna larga a ventaglio
il pantalone scucito, l’occhio a taglio.
E insegneremo ai bambini
a tenere segreta la vita dello spaventapasseri.
lunedì, febbraio 11, 2008